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Binario Uno: Viaggio nella consapevolezza contro ogni forma di violenza

Gli studenti delle classi 4ªE e 4ªF protagonisti di un percorso triennale tra memoria, impegno civile e lotta a mafie e violenza di genere.

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da G. Mar

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Parma, 21 maggio 2025 – Un binario non solo come punto di partenza per un viaggio fisico, ma come simbolo di un percorso di consapevolezza. Le classi 4ªE e 4ªF, accompagnate dai docenti Assunta Musto, Debora Barbato, Barbara Sciamanna, Daniela Bertani e Stiljan Rrokaj, hanno partecipato all’evento finale del progetto “Binario Uno”, un percorso triennale rientrante nei progetti di educazione civica dell’istituto, che invita gli studenti a riflettere sul tema della violenza. Il progetto, nato in collaborazione con l’associazione teatrale Caracò, è iniziato lo scorso anno scolastico e ha visto impegnate le classi in un approfondimento, costituito da più incontri svolti nell’aula magna dell’istituto, sul tema della violenza di genere. Il percorso è continuato quest’anno scolastico e ha avuto, invece, ad oggetto la violenza perpetrata dalle associazioni criminali di stampo mafioso. 

L’evento conclusivo si è svolto presso il Teatro Al Parco di Parma, sotto la guida di Alessandro Gallo, direttore del teatro e ideatore dell’intero percorso. Tra gli ospiti, Loretta Viani, figura di spicco dell’attivismo contro la violenza sulle donne e le mafie, ha condiviso la sua esperienza sottolineando l’importanza della memoria e dell’educazione. Il suo intervento ha tracciato un filo rosso che unisce le vittime innocenti della criminalità organizzata, come Rosella Casini, Annalisa Durante, e Giancarlo Siani – il giovane giornalista del giornale “Il Mattino” assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985, colpevole solo di aver scritto la verità. Proprio la storia di Siani è stata ricordata con emozione: la sua macchina da scrivere, simbolo del coraggio di raccontare, è stata esposta come testimonianza tangibile dell’importanza della parola e della libertà di stampa.

Fabio Ruffini, amministratore delegato del Cepim – polo logistico ferroviario di Parma – ha lanciato un appello forte: rendere obbligatoria un’educazione civica che affronti con coraggio la violenza di genere e le mafie, per formare menti libere e consapevoli. “Servono menti fresche”, ha affermato, ribadendo il ruolo delle nuove generazioni nel cambiamento.

Il Cepim, attivo sul fronte del trasporto ferroviario e dell’inclusione sociale, sostiene realtà come la Fondazione Solaris e il Teatro di impegno civile, dove ogni giorno 60 persone lavorano per trasmettere valori attraverso l’arte. “Anche il piccolo contributo dei ragazzi – è stato detto – è una parte preziosa del percorso collettivo verso una società più giusta”.

Tra gli interventi più toccanti, quello di Vanessa Lapolli, giornalista e ambasciatrice di Binario Uno nella lotta contro la violenza sulle donne: “Scegliete di stare dalla parte del bene”, ha detto rivolgendosi ai ragazzi. Con lei, anche l’avvocato penalista Alessandro Lupini, presidente della cooperativa “Sofia”, e Giustino Montesarchio, sindacalista delle Ferrovie dello Stato, che ha parlato delle infiltrazioni mafiose in Emilia durante i suoi 30 anni di attività. Infine, l’assessore Lorenzo Lavagetto ha ricordato che Parma sarà Capitale dei Giovani nel 2027, sottolineando l’importanza di inserire questi temi nell’agenda culturale della città, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Un momento di riflessione intensa, quello vissuto oggi, dove è emerso con chiarezza un messaggio: la mafia si combatte anche attraverso l’educazione, la cultura e la scelta quotidiana di “stare dalla parte giusta”. Perché, come ha ricordato Alessandro, “è fondamentale distinguere tra mafia e mafiosità. Siamo tutti vittime della mafiosità se chiudiamo gli occhi davanti a ciò che ci circonda”.

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