VICCHIO (FI) – Il 9 aprile scorso, le classi 3D, 4E, 4I e 4L hanno intrapreso un cammino che li ha portati nel cuore del Mugello, a Barbiana. Non si è trattato di una semplice gita, ma di una tappa fondamentale dei percorsi di educazione alla pace che l’istituto sta realizzando quest’anno. In quel luogo sospeso nel tempo, i ragazzi hanno toccato con mano l’eredità di Don Lorenzo Milani, l’uomo che trasformò una piccola canonica in un laboratorio di futuro.
Ad accogliere gli studenti è stata Fiorella, ex allieva del priore, che con i suoi racconti ha rievocato la fatica e la dignità dei figli dei contadini. Attraverso le sue parole, i ragazzi hanno compreso come la parola sia lo strumento principale per abbattere le differenze sociali e sviluppare un pensiero critico, essenziale per una cittadinanza attiva e consapevole. Il celebre motto milaniano “I Care” (mi sta a cuore) è risuonato come un impegno attuale: prendersi cura dell’altro, promuovere l’inclusione e costruire saperi fondati sul rispetto.
Per condividere questa esperienza con tutta la comunità scolastica, sono stati esposti in istituto dei pannelli illustrativi che raccontano, con immagini e citazioni, il metodo didattico di Barbiana. In un’epoca complessa come quella attuale, il messaggio di Don Milani torna prepotente: l’obiettivo è lanciare nel mondo “passerotti” con ali abbastanza forti per volare liberi.
La voce dei protagonisti: le impressioni degli studenti della 3D
L’impatto emotivo del viaggio emerge chiaramente dai pensieri raccolti al rientro:
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L’istruzione come ricchezza: “Ci ha colpito molto il racconto di Fiorella sulla povertà di quei tempi. Forse per noi certi diritti sembrano scontati, ma abbiamo capito che l’istruzione è la nostra più grande fortuna” (Kamilia e Maria Vittoria).
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La parola contro le disuguaglianze: “Chi sa parlare viene reso ricco come chi ha molti soldi: così si eliminano le differenze sociali” (Chiara).
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Un cuore accogliente: “Nonostante la salita durissima, siamo arrivati in una scuola familiare e accogliente che ci ha ospitati nel suo cuore. Fiorella ci ha parlato con gli occhi di una bambina” (Alice).
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Un luogo sicuro: “La parola è come una biglia preziosa per comunicare, e la scuola è il luogo sicuro dove possiamo imparare a non farci corrompere” (Riccardo e Carlotta).
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Il confronto con il passato: “Rispetto alla nostra, la scuola di Barbiana era piccola, senza tecnologia, ma piena di libri. Ci ha colpito la generosità di Don Milani verso chi non aveva nulla” (Eya, Marika, Nada).
Le coordinatrici del progetto, Maria Giovanna Borsalino e Lucia Ianett



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